vi posto un racconto che ho scritto qualche tempo fà.
avevo già postato un frammentino, ma ora c'è tutto...
Una domenica mattina come tante.
Ancora la città dorme.
Orario in cui soffro come un cane, sudo e ho bisogno urgente di roba!
Dovrei parlare con quelli del sindacato pusher, perchè la mattina di domenica nessuno lavora?
cazzo voi date un servizio pubblico!!!
Sto malissimo devo fermarmi un pò non riesco a respirare...
Devo fermarmi a riposare...
devo...
Lunedì mattina ore 07:30
Arrivo davanti il mio liceo, la solita fezza di gente sotto l'albero.
Ohi Vlà finalmente, ciao ragà, fammi fumare, se vuoi possiamo fare una storia grossa, ok ci stò, 50 mila a testa, tieni, oh è suonata andiamo...
Ma Sara dov'è?
Farà tardi, vabbè entro alla seconda, l'aspetto così mi fumo st'altra canna.
Lei non si vedeva.
Mi aveva chiamato ieri sera chiedendomi se conoscevo qualcuno che potesse vendergli anfetamine, strano fumava sempre erba, all'inizio non gli avevo dato peso, ma ora la paranoia sta salendo.
Mi sa che vado a casa tanto i genitori non ci sono, classico sta sempre sola!
Non era la prima volta che andavo a casa di Sara. A volte mi fermavo a dormire quando ero troppo di fuori per tornare a casa mia, chiamava mia madre: "signora rimane a dormire qui che abbiamo fatto tardi con la versione di latino" mia madre si fidava. Pensava che stessimo insieme e le faceva sempre il regalo per natale.
Provai a bussare una, due, tre volte... niente.
Però il motorino era fuori...
La vidi il primo giorno di scuola: bellissima con il suo motorino bianco e rosa e il casco stile barbie. Non lo lasciava mai, quando usciva con qualche uomo si presentava con il motorino e faceva salire lui sul suo mezzo!
Tutto è molto strano: la telefonata, il motorino, la scuola...
ok devo salire...
Busso a casa di un perfetto sconosciuto del suo palazzo, salve signora sono il postino...come? si era un mio collega quello di prima ma devo consegnare un pacco... signora mi apre per cortesia...non sono come quelli di mi manda rai tre... signora apra qst stramaledetta porta!!!
Il palazzo di Sara era un pò alla spagnola con un piccolo atrio e tutte le case che danno sul centro, lei stava all'ultimo piano... salgo le scale e arrivo davanti alla sua porta: toc toc niente devo entrare. Se giro forse riesco a scavalcare ed entrare dal balcone, lo faceva sempre quando scordava le chiavi, ecco qua!
Trovo la persiana mezza aperta mi infilo e mi ritrovo in salone.
E’ tutto sottosopra come dopo un festino o una semplice cena fra amici, però ci sono i vestiti in giro e le mutande ops tanga di Sara qui a terra...
umh lei non fa qst cose...
comunque seguo il mio infallibile istinto e mi diriggo verso il bagno. SARA!!! che cazzo fai svegliati, porca puttana, SARAAAAA era in uno stato di collasso avanzato completamente nuda nella vasca non aveva tagli ma c'erano segni evidenti di percosse.
La prendo la alzo e le metto un accappatoio, è stupenda, lo è sempre stata. cerco di prenderla a schiaffi ma niente respira o cazzo SARAAAAAA!! ok calma e sangue freddo non so cosa si sia fatta e con chi sia stata. Se quel metallaro del cazzo l’ha combinata così lo ammazzo. Porca puttana SARAAAAA dio stramaledetto
svegliati!!!
ok la metto sul divano e chiamo l’ambulanza...
Corsa in ospedale, mi chiedono se fossi un parente:“no, sono un suo compagno di scuola, ero preoccupato perchè non è venuta a scuola e c’era il motorino e mi sono arrampicato e lo trovata nella vasca... o dio santo Sara non lasciarmi!!!”
Mi chiedono della famiglia, so solo che il padre l’ha lasciata con la mamma e si è fatto un’altra e ora è a ROma o non so... la mamma era fuori ad una cena di lavoro(in realtà stava scopando con chissà chi) cazzo Sara ti prego...
Erano da tre ore chiusi e non sapevo niente. Finalmente mi dicono che è a posto e aveva chiesto di me.
Era sconvolta, con le occhiaie incavate, tremava...
Ciao sorellì non hai una bella cera tutt’ok?
Grazie Vlà, ti voglio bene.
Non parlammo più di quello che successe e per un pò non fumammo niente.
Si usciva sobri e confusi.
Un giorno mi chiese:
S:hey quella mattina come facevi a sapere che c’era un problema?
V: non lo sò sapevo che dovevo venire da te e basta
s: mi hai vestito tu?
v: si
s: quindi mi hai visto nuda
v: si
s: ti sono piaciuta?
v: ...
s: allora?
v: con chi eri?
s: ero con Pauluzzu u punk
minchia e con tutte le persone proprio con un robbino dovevi stare...cosa è successo?
Eravamo solo io e lui e io gli ho chiesto della roba, lui mi disse che potevo vedere il paradiso e poi finire nel profondo dell’inferno, era tagliata male, con un aulin, non ho avuto il coraggio di bucarmi, lo ha fatto lui tra le dita del piede, avevo paura, tanta, poi ho sentito caldo e stavo bene poi ho visto il paradiso...mi devi aiutare voglio farlo di nuovo e tu verrai con me...
Non se ne parla proprio io con la roba non ci voglio avere niente a che fare e nemmeno tu dovresti
Non nè parlammo più e cominciai a stare con lei 24h al giorno sua madre aveva lasciato un biglietto era partita e io mi trasferii qualche giorno da lei.
Una sera davanti la tv e con una pizza fumante, lei mi abbracciò, non era come i soliti abbracci, mi guardava strana, iniziò a sfiorarmi, prima la faccia, poi il collo, un bacio sulle labbra, uno sul mento e chiuse gli occhi “quel giorno ti sono piaciuta?” eri stupenda “voglio essere tua” iniziò a baciarmi sul collo io la sfiorai sulle labbra, lei mise le mani sotto la maglietta e me la levò, io iniziai ad averla e lì sul divano... Sara era mia.
Dormimmo la notte abbracciati nel letto della mamma e la mattina dopo andammo a scuola con il suo motorino ma per la prima volta guidavo io.
La nostra storia andò avanti fino a Natale e a capodanno ci preparammo al veglione: alcool, erba e lei fece una sorpresa. La mamma come al solito era fuori a scoparsi chissà chi e noi facemmo l’amore fino a mezzanotte dandoci gli auguri nel modo più romantico che io possa ricordare... preparati per andare a prendere gli altri lei tolse fuori la roba e disse voglio vedere il paradiso...
Iniziò a preparare l’inferno sul tavolo di casa, io non ero in grado di dire di no, mi fece sedere e mi strinse una cinta intorno al braccio, avevo paura, quando la guardai lei mi disse TI AMO e mi bucò... poi fece lo stesso...
Sara morì la notte di capodanno del 1999 per overdose...
Io da quel giorno non fui più lo stesso.
Mi diplomai con tutta la mia classe e al pranzo dei 100 giorni non facemmo festa, la madre di sara ebbe un esaurimento nervoso, e io mi ritrovavo in uno stato di confusione cronica.
Mi iscrissi a Firenze ad Architettura, la facoltà che avrebbe voluto fare lei e ogni notte per due anni sognai quela fottuta notte di capodanno.
Fino a che non conobbi Tiziana, somigliava tale e quale a Sara, era identica due gocce d’acqua, anche i compagni di scuola l’avrebbero scambiata per lei.
Frequentava Architettura e iniziai a uscire con lei ma la mia vita cambiò, non ressi questa cosa e iniziai a chiamarla la notte volevo finire all’inferno con lei, mi procurai un pò di roba, iniziai.
Il rituale è l’inizio del viaggio, movimenti lenti, che presuppongono la conoscenza di pochi, il viaggio, il superamento del limite individuale del corpo, il continuo ripetersi nel tempo di istanti e passioni, tutto continuamente ciclico, alla ricerca di un sogno
una luce mi riporta alla domenica mattina, ho i crampi, sto morendo dal dolore, lo stomaco è a pezzi, dove cazzo sono i pusher a quest’ora??? cazzo fa male!!!!!
ieri mi ha chiamato Michele dicendomi che avevano arrestato Pauluzzu u punk...
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